Da giugno Darfo Boario Terme ha un servizio in più: il custode sociale territoriale

06.07.2013 10:52

Fino a qualche anno fa, la rete territoriale fatta di parentela, di vicinato, di volontariato, garantiva alle persone più fragili un sostegno, un riferimento: gli anziani invecchiavano nelle famiglie, le persone sole trovavano conforto nella vicina di casa, ecc. Il contesto sociale attuale ha profondamente cambiato la realtà, poichè chi è solo può contare sempre meno sull’appoggio della rete familiare. In quest’area di bisogno si sta investendo molto sui servizi domiciliari con l’obiettivo di mantenere queste persone il più possibile nel loro ambiente di vita, ripartendo dalla constatazione che la persona deve essere al centro degli interventi progettati e l’azione deve essere individualizzata e fornire una corretta risposta ai bisogni. Con queste premesse l’Azienda Territoriale per i Servizi alla Persona ha avviato un progetto innovativo istituendo una una figura professionale nuova, il “custode sociale territoriale”. L’Amministrazione di Darfo Boario Terme ha colto immediatamente l’importanza strategica della proposta e, dal mese di giugno, il servizio è operativo a pieno titolo nella cittadina camuna. “Certamente anche la nostra realtà locale ha bisogno di potenziare le forme di assistenza a domicilio per le persone fragili – dichiara Luigina Gaioni, Assessore alle Politiche Sociali della Città di Darfo Boario Terme - Per questo abbiamo aderito con entusiasmo al progetto e, già dal mese di giugno in via sperimentale, un’ausiliaria socio-assistenziale (ASA) molto conosciuta e stimata e selezionata per elevata esperienza e professionalità pluriennale si è messa a disposizione del territorio per rilevare i bisogni, ascoltare i problemi e le richieste, rapportandosi con i Servizi Sociali comunali. Oltre a ciò essa  si attiva direttamente o attiva una rete di supporto per gli interventi non previsti dai servizi territoriali”. In sostanza, quindi,  il custode sociale territoriale, che lavora a Darfo per tredici ore alla settimana, supporta persone sole, famiglie in difficoltà, soggetti svantaggiati (come i disabili) rinforzando la loro autonomia attraverso l’attivazione di una rete le cui maglie sono i servizi territoriali, i parenti, i vicini e gli amici, le associazioni, soprattutto quelle di volontariato. Con il supporto dei Servizi Sociali comunali, è iniziato il percorso di introduzione di questa figura professionale nel contesto sociale. “Abbiamo fatto un giro di presentazioni – conclude l’Assessore Gaioni - cominciando dalle associazioni comunali degli anziani, proseguendo con associazioni di volontariato, con i parroci e con i medici di base. Riteniamo che questo progetto sia molto importante perché promuove attività di prevenzione, cercando di evitare il ricovero delle persone in strutture sanitarie ed assistenziali in favore del loro rimanere nel proprio ambiente, però supportate da una rete di solidarietà. Sono convinta che, se attuato in modo appropriato e coerente, il progetto potrà raggiungere gli obiettivi specifici già illustrati, ma anche obiettivi di aggregazione sociale e di mutuo aiuto.”