La Casa del Parco di Cevo: bilancio di due anni di attività

05.06.2014 15:53

La Casa del Parco, quella che a Cevo è conosciuta come Colonia Ferrari, immobile di proprietà della Comunità Montana, oggi gestita dalla Società Essetiesse s.r.l., è stata ristrutturata per essere luogo di promozione e di educazione ambientale, oltre che di accoglienza (ostello-bar-ristorante).

La Società si è proposta, sin dall’inizio, l’impegno di tenere aperta la struttura 24 ore su 24 per tutto l’anno.

“E’ un costo di gestione non indifferente - ci dice il gestore – ma lo si è fatto per dare un servizio alla Valsaviore; e, in qualche modo questo sacrificio ci sta ripagando, non certo coprendo tutte le spese, ma nel consenso e nel numero delle persone. I risultati positivi in termini di presenza sono dovuti anche al nostro personale preparato e professionale, addetto ai vari settori delle strutture.

Per rispondere ancora meglio alle richieste pervenute, si è proceduto a adattare la struttura ai parametri regionali per entrare a far parte della catena degli Hostel Lombardia”.

La Società ha un regolare contratto di gestione e di affitto con la Comunità Montana: la Casa del Parco è sì un immobile di proprietà pubblica, ma è gestita, tramite regolare bando, da privati con tutti gli impegni che ne conseguono.

“E la Comunità Montana - prosegue il gestore - ha richiesto precisi e puntuali servizi: attività ricettiva secondo la formula ostello, con ristorante fruibile anche da terzi, punto di informazioni e ufficio decentrato del Parco dell’Adamello, realizzazione di progetti specifici di tipo didattico, ambientale e culturale”.

L’attività didattico-educativa e culturale costituisce il fulcro dei servizi offerti. La Casa del Parco infatti propone programmi specifici per l’illustrazione delle peculiarità naturalistiche e storiche della Valsaviore e del Parco dell’Adamello e di accompagnamento e guida nelle zone di Cevo, Saviore dell’Adamello e Berzo Demo per scolaresche, famiglie e turisti in genere.

In questi programmi sono coinvolti soggetti esterni quali persone culturalmente qualificate, guide alpine, persone abilitate alla guida, proloco e organizzazioni culturali locali come il Museo della Resistenza.

“La Casa del Parco - conclude il gestore - è Centro di Educazione Ambientale, ma con servizi collaterali fondamentali per sostenere gli impegni culturali: senza questi servizi collaterali come si potrebbe fare attività didattico-ambientale?”

E in questi due anni di apertura numerose sono state le offerte culturali proposte e realizzate dalla Casa del Parco, sempre senza alcuna spesa per i fruitori: attività per bambini, scolaresche e famiglie, presentazione di libri, concerti, proiezioni di filmati a carattere ambientale.

Ricco il calendario delle manifestazioni estive 2014: mostre, escursioni guidate, attività per bambini e famiglie, laboratori didattici, incontri culturali e, per ricordare il centesimo anniversario della Prima Guerra Mondiale, incontri con autori che hanno approfondito specifici argomenti (www.casadelparco.eu).

Queste manifestazioni non subiranno ritardi anche se presto inizieranno lavori per rendere più usufruibile e confortevole l’immobile, prevedendo l’adeguamento dell’impianto di riscaldamento, dei servizi igienici e la realizzazione dell’impianto antincendio a completamento dell’impianto di rilevamento del fumo

Ma l’impegno finanziario maggiore riguarderà la sistemazione degli attuali posti letto per far sì che tutte le camere abbiano il bagno privato e che ad ogni piano vi sia una camera attrezzata per i portatori di handicap e la ristrutturazione del sottotetto per poter fruire di ulteriori 20/25 posti letto, in modo che la struttura ne possa disporre complessivamente di 50/55. L’insufficienza di posti letto, infatti, costringe a rifiutare l’ospitalità a numerose scolaresche che si muovono con pullman di 50/55 posti.

E’ corretto sottolineare, però, che l’intervento della Comunità Montana, con un ulteriore impegno del gestore, non è finalizzato alla gestione della Casa del Parco, bensì a migliorare la struttura, con conseguente valorizzazione in modo significativo del valore reale dell’immobile, bene della Comunità Montana, quindi del territorio.

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