La nascita nel campionato 1980-'81: Nico Penzo

02.10.2012 09:43

Era il campionato 80-81 quando il giornale "Brescia Club" ideò la Rondinella d'Oro, un trofeo d'assegnare al giocatore del Brescia che, secondo l'opinione degli sportivi, era da considerare il migliore della stagione. Un'idea che trovò subito un'ottima accoglienza da parte della tifoseria e risultò alla fine vincente. In vent'anni crediamo mai il giudizio dei tifosi si discostò da quello strettamente tecnico espresso dai critici, il che equivalse ad una vera e propria investitura del trofeo stesso. Era considerata cosa rara veder concordare il giudizio della critica specializzata con quello espressi dai tifosi eppure, in tutti questi anni,  nella maggior parte dei casi ciò si è verificato.

I giocatori ora sanno che le loro prestazioni sono giudicate dai tifosi con occhio critico ma obiettivo e, come in passato, dimostrano di tenerci, eccome, al giudizio finale. Forse questo Trofeo, che è alla trentesima edizione, non ha il valore del tanto pubblicizzato "Pallone d'Oro", ma ha dalla sua la freschezza che gli deriva dall'essere una scelta fatta in assoluta imparzialità, dettata solo dall'intima sensazione fatta maturare nel cuore e negli occhi dei tifosi dalle prestazioni di un'intera annata. Nel giudicare il più bravo non si fa ricorso a sottili giochi sotterranei ma solo ed unicamente all'autentica imparzialità di chi ama questo gioco. Ha un valore simbolico, la "Rondinella d'Oro", ma tutti quelli che l'hanno conquistata ne vanno fieri ed orgogliosi. E tanto basta!

Nico Penzo è il primo a scrivere il proprio nome nell'elenco dei vincitori.

Nico Penzo fu un centravanti a dimostrazione che il fascino del gol era vivo anche negli anni lontani. Penzo giocò in campionato 1980/81 una stagione magistrale, avvalendosi anche della collaborazione di un'altra punta, Lino Mutti attuale allenatore. I due, in coppia rappresentarono in quel campionato una delle più prolifiche coppie-gol e Penzo in particolare si esaltò dando pienamente ragione a chi lo aveva dato fiducia. Era un giocatore dall'innato fiuto della rete, capace di colpire al l'improvviso e in maniera in attesa. Destro o sinistro, di piede o di testa, per lui era indifferente! E il suo exploit, sottolineato dalla valanga di voti espressi dai tifosi bresciani, trovò conferma in sede di campagna acquisti quando la blasonata Juventus s'interessò al giocatore e lo volle alla sua corte. Dimostrazione lampante di come tifoseria e tecnici avevano sposato la stessa idea!

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